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Equilibrio acido-base

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Equilibrio acido-base
 
Lo stato di buona salute è strettamente legato alla partecipazione attiva e consapevole al proprio benessere psicofisico basata su un corretto stile di vita. Certamente l'ambiente inquinato in cui siamo costretti a vivere, il cibo impoverito e tanti altri fattori concorrono a rendere difficoltoso il percorso, e spesso il ricorso ad integratori, terapie, o farmaci diventa molto utile se non indispensabile per riportare in salute il nostro organismo, ma questo non dovrebbe essere considerato un sostituto al nostro impegno quotidiano.
Scelte che sono determinanti per il nostro benessere riguardano principalmente l'alimentazione, in realtà con le nostre abitudini alimentari, ma non solo con quelle,  introduciamo nel nostro corpo elevate quantità di sostanze acide o acidificanti che portano l'organismo a lottare costantemente per mantenere nei giusti limiti il rapporto acido-base, importantissimo per la nostra salute.
Attraverso l'ossigeno e il cibo le nostre cellule producono energia che serve per vivere, ma questo processo genera anche prodotti di scarto (generalmente acidi) che devono essere velocemente eliminati, quando non si riesce a farlo, queste sostanze dannose si accumulano nelle cellule dando inizio alla condizione di acidosi o iperacidosi.
Il rapporto fra acidi e basi si misura in pH, in una scala che va da 0 a 14, dove lo 0 rappresenta la massima acidità e 7 è neutro. In condizioni ideali il pH dovrebbe essere intorno al 7,4 per il sangue, vicino al 7 per la saliva, e fra 6 e 6,8 per le urine (si può misurare  il pH  immergendo una cartina al tornasole in un campione di urine o saliva) .
Quando siamo al di sotto di questi valori siamo in uno stato di acidosi, quando il pH aumenta siamo in alcalosi, ma è l'acidosi ad essere quasi sempre presente.
Il sangue che deve avere un pH compreso fra 7,35 e 7,45 è leggermente alcalino, e questa leggera  alcalinità consente all'organismo di neutralizzare le scorie acide; questo importante compito è svolto anche dai minerali basici presenti, come il calcio, il magnesio, il potassio. Quando le scorie prodotte non possono essere neutralizzate, né eliminate con l'urina, la respirazione e il sudore, si crea un surplus che viene  trasformato in residui acidi solidi depositati nel sangue, nelle articolazioni e nei tessuti: sono il colesterolo, i trigliceridi, l'acido urico, i calcoli renali e il grasso corporeo.
Anche l'osteoporosi può essere la conseguenza di una eccessiva acidosi, in quanto se vengono a mancare i minerali alcalini,  perché già esauriti nel compito di neutralizzare le sostanze acide, il corpo sottrae il calcio dalle ossa.
Altro effetto dell'acidosi è il sovrappeso: per rendere minimo il danno agli organi vitali, l'organismo crea  cellule grasse che tengano lontano l'acido dagli organi, provocando in questo modo la cellulite e il grasso corporeo.
Quando si ristabilisce lo stato di equilibrio acido-base si vedono migliorare i sintomi correlati quali osteoporosi, sovrappeso, mal di testa, stanchezza, allergie, acne, irritabilità, insonnia, ecc.
Oltre all'alimentazione, i fattori determinanti nel mantenimento di questo importante equilibrio, sono l'attività fisica, la respirazione, la gestione delle emozioni; fattori che aumentano la condizione di acidosi sono fra gli altri, l'assunzione di farmaci antinfiammatori, il fumo e l'inquinamento.
Il cibo acido resta comunque il primo fattore che crea le condizioni perfette per molte malattie conseguenti all'acidosi: come diceva Ippocrate " Che l'alimento sia la tua medicina e la medicina sia il tuo alimento, ma gli alimenti possono anche diventare veleno".
Il modo di alimentarsi negli ultimi decenni  è decisamente sbilanciato verso gli alimenti che portano all'acidosi, fra questi ci sono le proteine animali, i dolci e i farinacei raffinati, il pomodoro, il caffè, il thè, i formaggi e l'alcool.
Fra gli alimenti che rilasciano sostanze alcalinizzanti troviamo le verdure fresche e la frutta, in particolare l'uva, il limone, l'aceto di mele e fra i cereali il miglio.
Certamente non possiamo nutrirci di sola frutta e verdura, molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine, pertanto  il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti.
Una buona abitudine che ci consente di assimilare le proprietà basificanti del cibo è quella di iniziare ogni pasto con una insalata di verdure fresche e di stagione, condita con olio extra vergine di oliva e limone o aceto di mela.
È inoltre necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane limitando il più possibile thè, caffè e alcolici; iniziare dal mattino a bere una tazza d'acqua tiepida con mezzo limone spremuto è un ottimo rimedio per depurarsi e alcalinizzarsi.
Molto importante è la qualità del sonno, e anche fare esercizio fisico costante, possibilmente all'aria aperta e in ambienti non inquinati,  non serve esagerare, basta una camminata o una corsa in bicicletta: i benefici si noteranno anche sul piano psicologico.

Adele Dalmo
Naturopata
(adele@piergiorgiopellegrini.it)

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